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San Valentino, una storia d’amore sempre di moda

14 Feb 2019

La festa più romantica dell’anno è arrivata… Cupido era in trepida attesa e oggi può finalmente scoccare le sue frecce di San Valentino!

 

Da adolescenti è un appuntamento che divide inequivocabilmente le giovani coppie dai giovani single, dove questi ultimi non vivono a testa alta, non ancora, la loro condizione di libertà. Prima dell’avvento dei cellulari, il 14 febbraio si arrivava a scuola con biglietti a forma di cuore e rose rosse nascoste goffamente dietro alle spalle; oggi probabilmente un’emoticon su WhatsApp sintetizza il messaggio d’amore, sia per gli adolescenti che ancora si sentono rappresentati dalla ricorrenza, sia per gli adulti che invece la sentono lontana.

 

O forse no? Vogliamo pensare che i veri romantici non abbiano età, che non abbandonino i rituali tradizionali a favore di sbrigativi palliativi e che, nonostante il risvolto commerciale di molte feste, continuino a celebrare ogni frivola data con l’intento di rinnovare sentimenti e promesse alla persona amata.

 

Ma, da quando e perché si festeggia San Valentino?
Ha origini nobili e antiche. È infatti il 496 quando Papa Gelasio istituì la festività attribuendo al 14 febbraio il santo e martire Valentino da Terni. La leggenda narra che Valentino aiutò una giovane e povera donna donandole una somma di denaro da utilizzare come dote per potersi sposare. Un gesto d’amore, nella sua accezione più cristiana che romantica, quindi caritatevole, che contraddistinse il santo e lo proclamò protettore degli innamorati.

 

Altra data che aiuta a ricostruire la storia della festività di San Valentino è il 14 febbraio 1400, giorno in cui fu fondato a Parigi l’”Alto Tribunale dell’Amore” per discutere questioni legate a contratti d’amore, tradimenti e violenza contro le donne.

 

L’istituzione traeva ispirazione dall’amor cortese raccontato dai trobador, poeti delle corti provenzali tra il 1100 e il 1200. Secondo questa corrente filosofica, letteraria, sentimentale, l’amore è un’esperienza spirituale sì, ma anche un desiderio erotico; legittimo anche al di fuori del matrimonio e naturale anche per le donne, idolatrate dagli amanti come dee.
Una visione che si sviluppò in un periodo storico in cui i matrimoni non erano legami d’amore tra consenzienti, bensì contratti tra famiglie o casate, dove il più delle volte i coniugi si conoscevano il giorno delle nozze.
Dall’esigenza di trovare un risvolto romantico e vitale, derivavano le relazioni extraconiugali che l’amore cortese descrive poeticamente come espressioni d’amore il più delle volte travagliate, raccontate ad esempio nei poemi su Re Artù.
Questa concezione della donna e dell’amore assoluto venne poi ripresa dal Dolce Stil Novo e rivisitata in chiave più aulica, dove la figura femminile era angelica e irraggiungibile, e l’amore un sentimento platonico e impossibile.

 

Sperando che stiate vivendo un amore non tormentato e illecito come tra Ginevra e Lancillotto, e meno idealizzato e irraggiungibile di quello tra Beatrice e Dante, vi auguriamo una felice festa degli innamorati.

 

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