La pensione? Per i Millennials non è che un miraggio, ma la soluzione c’è!

I giovani possono sperare davvero nella pensione?
Secondo Tito Boeri, il presidente dell’INPS, la generazione dei Millenials, cioè di chi è nato dopo il 1980, rischia di poter accedere alla pensione “solo” a 75 anni!
La generazione dei cervelli in fuga, dei precari dagli stipendi-voucher o dei coraggiosi Liberi Professionisti che hanno scelto (?!) la Partita Iva, cioè quella formata da coloro che già faticano ad arrivare alla fine del mese, rischia di ritrovarsi ancora più in difficoltà in età avanzata.

Secondo l’articolo scritto da Valerio Baselli su MorningStar.it, “il Censis stima che il 65% dei giovani occupati dipendenti di oggi in Italia, ovvero due su tre, avrà una pensione sotto i mille euro, pur con avanzamenti di carriera medi assimilabili a quelli delle generazioni che li hanno preceduti, considerando l’abbassamento dei tassi di sostituzione. E la previsione riguarda i più <>, cioè i 3,4 milioni di giovani oggi ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Poi ci sono altri 890 mila giovani autonomi o con contratti di collaborazione e quasi 2,3 milioni di ragazzi che non studiano né lavorano, che avranno ancora meno.”

E’ comprensibile che quando si hanno venti o trent’anni e si fatica a trovare un lavoro, il pensiero della pensione sembri lontanissimo. Anche se la consapevolezza “del fatto che l’assegno pubblico non sarà sufficiente una volta che finirà l’età lavorativa”, sono davvero pochi i giovani che scelgono di investire in strumenti previdenziali.
Ma Tito Boeri ha lanciato l’allarme da tempo: “La generazione del millennials dovrà prima o poi fare i conti con la realtà della previdenza pubblica.”
Occorre correre ai ripari e per farlo al meglio serve muoversi in anticipo.

In un momento storico in cui la previdenza di base non è più sufficiente a offrire la tranquillità per un domani sicuro e sereno, è necessario pensare a una soluzione: la Pensione Complementare. La recente riforma delle pensioni è costellata da un’ampia gamma di “penalizzazioni” nei confronti dei futuri pensionati come l’allungamento dell’età di pensionamento, il sistema contributivo, l’allentamento dei coefficienti di trasformazione, ecc.
Il ricorso alla PREVIDENZA COMPLEMENTARE però può rappresentare un ottimo salvagente, un’alternativa percorribile per chiunque. SAT offre l’opportunità di farvi aderire sia al Fondo Pensione Aperto (FPA) Il Melograno di Assimoco, che al Piano Individuale Pensionistico (PIP) Aequa di Helvetia.

Per saperne di più clicca qui