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La famiglia perfetta tra sogno e realtà

24 Mag 2019

Negli anni ’90, in Italia, c’era solo una famiglia. Sì, quella del Mulino Bianco!

 

I primi spot tv della famosa marca di prodotti da forno rappresentavano una felice famiglia medio-borghese italiana di città. Papà giornalista, mamma insegnante, due bimbi, rigorosamente il maschio più grande e la femmina bionda e boccolosa, il nonno buontempone e arzillo, tutti con lo stesso desiderio “vivere in una casa nel verde”. E allora eccoli felicemente riuniti in campagna attorno a un mulino, lì dove nasce la farina per fare biscotti e torte “come una volta”.

 

Era quella la ricetta magica per avvicinare i bambini e le mamme al prodotto, sapientemente ideata e confezionata dall’agenzia pubblicitaria Armando Testa per Barilla. Il tutto condito dal payoff (ovvero la frase, il valore, che identifica la marca) “Mangia sano, torna alla natura” per trasmettere il concetto di genuinità nelle sue varie accezioni: del cibo, dei sentimenti, dei rapporti personali, dei desideri, dello stile di vita.

 

I valori trasmessi erano quelli giusti da perseguire, validi ancora oggi, e quella famiglia era l’ideale a cui ambire. Un quadretto così perfettamente e volutamente stereotipato che divenne di uso comune il termine “famiglia del mulino bianco” per identificare quelle relazioni e situazioni edulcorate, idilliache, quasi surreali, e forse anche un po’ stucchevoli.

 

Come era la famiglia negli anni ’90?

 

I quarantenni di oggi sono cresciuti con quelle pubblicità che, per quanto sembrassero finte, raccontavano spaccati di vita veri e quotidiani e, anche se abbelliti, ovattati o esaltati, erano attuali per l’epoca.

 

I genitori di giorno lavoravano, la sera e i weekend li dedicavano ai figli. Questo vale anche oggi, ma il modo di stare insieme in famiglia era più essenziale e abitudinario.
Il tempo serale non era contaminato dallo scrolling delle bacheche sui social networks, gli eventi mondani in settimana non esistevano, il sabato o la domenica era d’uopo fare una gita fuori porta all’aria aperta. La fine della giornata era scandita dal ritorno dei genitori a casa dopo il lavoro, dal telegiornale che sanciva l’inizio della cena, dai racconti a mamma e papà della giornata scolastica.

Non si litigava mai? Certo che sì. Come è naturale che avvenga in una comunità, dove caratteri, pareri ed esigenze differenti possono portare allo scontro. Ma raccontarlo in 30’ di reclame sarebbe stato utile e divertente?

 

 

La famiglia del Mulino Bianco ai tempi dei social

 

La stessa realtà edulcorata viene oggi raccontata sui social networks che hanno ormai preso il posto della tv. Dietro a un profilo Instagram o Facebook non c’è solo un influencer, c’è una persona con i suoi conflitti personali e quotidiani, ma non è quella la parte di vita che vuole trasmettere e che i followers amano seguire. Le vite che si raccontano sono filtrate, in tutti i sensi, nei contenuti e nella resa. Vediamo foto e storie di famiglie perfette in case ordinate e patinate, coppie felici, bambini calmi e sorridenti.
Chi fruisce di questi contenuti non li vive come falsi. È la regola del gioco che siano selezionati, alcuni più aderenti alla realtà e quindi empatici e condivisibili, altri più lontani e aspirazionali o semplicemente irritanti.

 

La vera differenza da un tempo è che ormai anche la sfera di vita più privata e intima come la famiglia viene resa pubblica. Ne si condividono dinamiche e attori, inciampando in emulazioni e rischiando di non apprezzare e vivere con attenzione la propria realtà.

 

 

Che sia “truccata o al naturale”, piccola o allargata, perfetta o colorata, la famiglia va sempre tutelata. SAT, in collaborazione con Assimoco, Helvetia e Mutua Tre Esse offre soluzioni assicurative per ogni esigenza e fase della vita.

 

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