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1° maggio e le origini della festa del lavoro

02 Mag 2019

Mercoledì 1° maggio si è celebrata la festa del lavoro. Un giorno strategico per unire dei giorni di ponte e organizzare una vacanza. Sì. Ma soprattutto una data da ricordare e celebrare per l’importanza storica che rappresenta.

 

Il 1° maggio è infatti la giornata che ricorda le lotte combattute per i diritti dei lavoratori. È la celebrazione di tutte le tipologie di lavoratori, dipendenti o liberi professionisti, di qualsiasi settore e con qualunque mansione.

 

L’articolo 1 della Costituzione italiana sottolinea che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Un principio sul quale si basa la nostra repubblica dal 1947 e che da 70 anni viene messo al centro dell’attenzione il primo maggio. Oggi le manifestazioni pacifiche celebrano infatti i lavoratori, ricordano le battaglie passate e rivendicano nuovi diritti per migliorare sempre più la qualità del lavoro.

 

Ripercorriamo come siamo arrivati a festeggiare i lavoratori e perché il 1° maggio.

 

Le origini della festa del lavoro

 

1867 – Legge 8 ore, Illinois

Siamo negli Stati Uniti durante la Rivoluzione industriale e gli operai si riuniscono spesso per rivendicare i diritti dei lavoratori. La questione più spinosa è la riduzione dei turni massacranti e quindi la definizione di un orario lavorativo più umano. La prima legge che impone il tetto delle otto ore come orario lavorativo viene approvata nel 1866 a Chicago, nell’Illinois, ma solo il 1° maggio 1867 entra in vigore e proprio in quella data più di 10.000 persone scendono in piazza per festeggiare.

 

1886 – Sciopero di Chicago

19 anni dopo l’entrata in vigore della legge sulle otto ore lavorative, la Federation of Organized Trades and Labour Unions dichiara che il 1° maggio 1886 sarebbe stata la data ultima entro la quale tutti gli stati americani avrebbero dovuto promulgare la legge.
Quella giornata, a Chicago, fu l’occasione per dare eco all’ultimatum organizzando uno sciopero generale che sarebbe durato più giorni. La manifestazione da subito molto animata sfocia in un violento scontro tra manifestanti e forze dell’ordine, culminato con il lancio e l’esplosione di una bomba che provoca vittime tra gli agenti e i manifestanti. 7 tra gli organizzatori della manifestazione vengono arrestati e condannati a morte.

 

1889 – 1° maggio Festa Internazionale del lavoro

Nel 1887, Grover Cleveland, presidente degli Stati Uniti d’America, decide di commemorare i sanguinosi fatti di Chicago onorandone le vittime ogni 1° maggio.
Nel 1889 il Congresso Internazionale di Parigi, la Seconda Internazionale, ufficializza il 1° maggio come Festa Internazionale dei Lavoratori.

 

La Festa del lavoro in Italia

In Italia la festività del 1° maggio viene ratificata nel 1891 per poi essere eliminata per l’intero ventennio fascista dal 1924. Finita la seconda guerra mondiale, nel 1945 viene ripristinata.
Il primo maggio del 1947 viene purtroppo ricordato per la strage di Portella della Ginestra (Palermo) che vede la mafia protagonista di un attacco armato durante la manifestazione dei contadini contro il latifondismo con l’uccisione di 11 persone.
Dal 1990 il 1° maggio in Italia è accompagnato e rappresentato da un grande concerto organizzato dai sindacati confederali CGIL, CISL, UIL. La piazza romana di San Giovanni in Laterano si colora di bandiere e la musica riecheggia per celebrare la data rappresentativa di tutti i lavoratori e dei loro diritti imprescindibili.

 

 

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